- Studio Basequadro

- 20 mag 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 feb

Articolo a cura di Studio Basequadro, Architettura & Ingegneria
L’arco è uno dei più importanti e particolari elementi architettonici che, nel corso dei tempi ha subito delle continue evoluzioni e miglioramenti, sia dal punto di vista linguistico che strutturale, raggiungendo la sua massima espressione nel periodo romano.
Amico fedele che accompagna il nostro abitare quotidiano nel contesto urbano, residenziale, e in un contesto più esteso, nell’ambito generale del costruito.
1. STORIA
Storicamente possiamo trovare tracce di archi sin dalla preistoria, noto come “falso arco”, poi passando dagli egizi, i babilonesi, i greci e infine con i romani che lo utilizzarono sia per quanto riguarda edifici ad uso pubblico che per le case private.
L’evoluzione dell’arco è poi passata nel medioevo ad accorgimenti particolari che, grazie all’architettura Bizantina ha trovato dei nuovi linguaggi, come la nascita dell’arco a sesto acuto, inflesso, ad ogiva.
L’evoluzione dell’arco continua poi fino al’800’ dove l’utilizzo dell’arco dal punto di vista statico, quindi strutturale, è stato soppiantato dall’utilizzo di strutture quali travi e pilastri. L’utilizzo di questi elementi è stato reso favorito dall’utilizzo nelle costruzioni del calcestruzzo armato, come negli edifici dei fratelli Perret in Francia. Pertanto, l’arrivo di nuovi metodi costruttivi chiamate anche “strutture intelaiate” e perché no, anche la tendenza architettonica di andare alla ricerca di un linguaggio più purista possibile (il massimo rappresentante del purismo architettonico si stanzia nella figura di Charles Édouard Jeanneret, in arte Le Corbusier) ha portato ad una perdita d’uso di questo elemento architettonico, che ad oggi, è molto raro da vedere nelle nuove costruzioni.
Elementi costitutivi dell’arco

2. MATERIALI
Se volessimo dare un breve cenno ai materiali da costruzione dell’arco, ce se sono vari. Nel corso del tempo si è utilizzata prevalentemente la pietra, dove ovviamente, è necessaria una maestranza abile nella preparazione di ogni singolo blocco in pietra. Troviamo tuttavia archi realizzati in calcestruzzo e in legno.
Dal punto di vista cantieristico, per la realizzazione dell’arco è necessaria la posa di una centina. Con il termine “centina” si intende una struttura provvisoria fatta su misura, che permette di sostenere l’arco durante la sua costruzione. Solitamente è costruita con materiale ligneo.
3. TIPOLOGIE DI ARCO
La tipologia di si determina oltretutto dai centri geometrici con cui è costruito. Tra le innumerevoli tipologie di arco, di seguito si rendono note le più importanti

4. TIPOLOGIE DI UTILIZZO
Come mai l’arco è così importante? Cosa fa della sua progettazione tanto geniale?
Per comprendere meglio la sua particolarità progettuale la confrontiamo con la sua struttura alternativa e più arcaica, ovvero l’architrave, un organismo architettonico composto da due elementi verticali e uno orizzontale. La tipologia di architrave più antica del mondo è il dolmen preistorico che è basato su questa metodologia statica.
Semplice da edificare, ma ha dei limiti. La lunghezza dell’elemento orizzontale non può essere eccessiva pena la sua rottura.
L’arco invece è una struttura dove i conci (blocchi trapezoidali che lo compongono), sono sollecitati alla sola compressione e quindi è possibile ricavare delle aperture o delle luci più importanti rispetto all’architrave.
L’unica problematica strutturale che insorge è che l’arco produce una spinta orizzontale che potrebbe far collassare la struttura, per questo gli archi solitamente vengono realizzati in sequenza, in modo da contrastarsi a vicenda le spinte orizzontali. Quando non c’è una sequenza di archi occorre rinforzare i piedritti o realizzare altri sistemi in grado di assorbire la spinta orizzontale.
Possiamo dedurre infine che l’arco è una struttura molto variabile e flessibile nel suo utilizzo, utilizzate per aprire grandi luci, per sostenere impalcati o servizi, utilizzato nelle facciate anche con il solo gusto linguistico dove per esempio gli antichi romani realizzavano l’arco di trionfo per celebrare con monumentalità la vittoria di una guerra.
L’arco è un elemento fondamentale che accompagna il vedere architettonico di tutte le nostre vite, e nel tempo è diventato simbolo e immaginario archetipo dell’uomo.
05. VALORIZZARE
Nelle abitazioni che presentano archi, che agiscono sia tettonicamente che decorativamente sull’edificio, possono emergere delle problematiche causate banalmente dal tempo, oppure da problemi legati alla staticità della struttura.
Tuttavia, la valorizzazione dell’arco non deve essere pensata solamente se vi si presentano delle problematiche. Con delle soluzioni che possono variare a seconda del contesto, partendo dai colori, l’utilizzo della luce e l’enfatizzazione di elementi che godono di valore estetico, permette di valorizzare l’arco, ma anche tutta l’abitazione.
Dall’analisi approfondita di ogni caso, proponiamo la soluzione tecnica e formale migliore che vesta perfettamente le tue esigenze, dall’intervento minimo di arredo, scelte cromatiche, alla ristrutturazione complessiva dell’abitazione.
Fonti: Biblus, Edilportale, lavoripubblici, ediltecnico.
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