- Studio Basequadro

- 17 gen 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 6 feb

Articolo a cura di Studio Basequadro, Architettura & Ingegneria.
La norma UNI EN ISO 10211 definisce il ponte termico come:
“Parte dell’involucro edilizio dove la resistenza termica, altrove uniforme, cambia in modo significativo per effetto della compenetrazione totale o parziale di materiale con conduttività termica diversa nell’involucro edilizio, e/o della variazione dello spessore della costruzione, e/o della differenza tra le aree interna ed esterna, come avviene per esempio in corrispondenza delle giunzioni tra parete, pavimento e soffitto.”
Un ponte termico è un punto critico dell’edificio, una via di fuga per il calore, ovvero un collegamento diretto tra esterno ed interno. In quanto tale, permette al freddo di entrare e al caldo di uscire e viceversa, creando una disomogeneità di temperatura sulle superfici. Il punto in cui è localizzato il ponte termico è definito superficie fredda.
1. CONSEGUENZE
Energetiche
Il ponte termico è una debolezza nell’involucro edilizio che causa una maggiore perdita di energia, poiché genera un flusso di calore aggiuntivo rispetto al flusso principale che va dall’interno all’esterno in inverno. Questo accade perché la temperatura si abbassa in modo lineare attraverso i vari strati della struttura, ma in corrispondenza di discontinuità (come i pilastri) si creano differenze di temperatura che causano flussi termici supplementari. Questo fenomeno aumenta la perdita di calore rispetto alle pareti continue. Anche in estate, i ponti termici possono aumentare l’ingresso di calore dall’esterno, con maggiore carico sugli impianti di condizionamento.

Igrometriche
In corrispondenza dei ponti termici nell’ambiente interno si creano zone a temperatura superficiale più bassa. Il fenomeno è facilmente rilevabile attraverso un’indagine termografica.

Questi possono risultare nocivi per la salute, soprattutto in persone sensibili o allergiche. Anche sul lato esterno delle strutture la presenza di ponti termici può lasciare “tracce visibili”. In questo caso il ponte termico è una zona a temperatura più alta rispetto alle parti correnti.
Soprattutto in inverno, le aree dove insorgono muffe sono le zone più fredde delle pareti. Quando la temperatura di rugiada della stanza è più alta della temperatura della superficie, l’umidità si deposita. La temperatura di rugiada dipende direttamente dalla quantità di umidità presente nell’aria.
La differenza di temperatura tra un punto e l’altro della struttura può causare effetti di ammaloramento delle facciate.
2. TIPOLOGIE
I ponti termici possono essere suddivisi in 2 categorie principali:
ponte termico di struttura;
ponte termico di forma o geometrici.
Ponte termico di struttura
Il ponte termico di struttura è legato alla presenza di elementi eterogenei all’interno della struttura dell’edificio, con diverse capacità di conduzione termica. In sostanza, la transizione da un materiale all’altro o la presenza di elementi strutturali eterogenei crea discontinuità nella resistenza termica dell’involucro edilizio, consentendo una maggiore dispersione di calore. Questi ponti termici di struttura possono contribuire in modo significativo alle perdite di calore e alla formazione di condensa, prima interstiziale e poi, laddove non si intervenga, superficiale.

Ponte termico di forma
l ponte termico di forma o geometrico è legato a variazioni nella forma dei materiali utilizzati nell’involucro edilizio. Le variazioni di forma, come spigoli, restrizioni o discontinuità nella struttura dell’edificio, possono causare una concentrazione delle linee di flusso termico, portando a un aumento dei flussi termici attraverso queste zone. Questi tipi di ponti termici di forma sono spesso riscontrati in diverse parti dell’edificio, tra cui gli angoli tra le pareti, le giunzioni tra pareti e solai, le transizioni tra pareti e infissi, e in corrispondenza di interruzioni nello strato di isolamento termico. La loro presenza può comportare perdite significative di calore e potenzialmente la formazione di condensa.

3. CORREZIONE DEI PONTI TERMICI
La correzione del ponte termico è importante per le seguenti ragioni:
evita la formazione di condensazioni interstiziali e superficiali e quindi la comparsa di muffe;
contiene le dispersioni termiche e quindi fa risparmiare energia;
migliora il comfort indoor mediante la distribuzione ottimale delle temperature superficiali.
L’opzione più efficace è quella di installare un sistema a cappotto esterno in modo corretto, evitando la creazione di aree non coibentate che favoriscono scambi di temperature, tuttavia quando questo non è possibile si può sempre ricorrere alla soluzione del cappotto interno o dell’ insufflaggio, ovvero l’inserimento di materiale isolante nelle intercapedini quando presenti.
Per ottimizzare i risultati si potrebbe abbinare all’intervento di coibentazione l’inserimento di un impianto di VMC (ventilazione meccanica controllata) che, controllando i valori di Umidità Relativa, collaborerebbe con l’isolamento a prevenire la formazione di condensa.

Infine, sono presenti delle ventole denominate “Kers”, progettate per il rinnovo dell’aria all’interno del locale in cui sono installate. Queste ventole estraggono l’aria calda presente nell’ambiente e, successivamente, immettono aria proveniente dall’esterno. Prima di entrare nel locale, l’aria esterna passa attraverso un recuperatore di calore, che la riscalda. Questo processo consente di mantenere i livelli di umidità ottimali, riducendo significativamente il rischio di fenomeni di umidità e migliorando il comfort ambientale.

4.DETERMINAZIONE DELL’ENTITÀ DI UN PONTE TERMICO
Per valutare l’effetto dei ponti termici la normativa di riferimento è la UNI EN ISO 14683:2018 “Ponti termici in edilizia - Coefficiente di trasmissione termica lineica - Metodi semplificati e valori di riferimento” che individua delle metodologie alle quali assegna anche il grado di incertezza sul valore del coefficiente, dovuto al metodo utilizzato.
Di seguito le metodologie:
Calcolo numerico agli Elementi Finiti, svolto secondo le indicazioni fornite dalla norma UNI EN ISO 10211; incertezza sul valore ± 5%;
Atlanti dei ponti termici, conformi alla UNI EN ISO 14683:2018; incertezza sul valore ± 20%;
Metodi di calcolo manuale, conformi alla UNI EN ISO 1468:2018; incertezza sul valore ± 20%;
I metodi utilizzati variano anche a seconda se un edificio è esistente, oppure è di nuova costruzione.
Fonti: Biblus, Edilportale, Anit (Associazione Nazionale per l'isolamento termico e acustico)
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