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Allarme maltempo: i danni più comuni a tetti e facciate (vento, grandine, allagamenti) e come prevenirli
Articolo a cura di Studio Basequadro, Architettura & Ingegneria

La Lombardia, così come in molte altre regioni italiane, è stata travolta da un forte ed intenso temporale nella giornata di martedì 27 agosto 2024. Piogge e rovesci hanno

Grandine a Rovato del Garda, Brescia

colpito l’Alto Milanese e il basso Varesino risparmiando la città di Milano. La zona di Brescia è stata travolta da una grandinata con chicchi di grandine grandi come palline da golf.

Danni e disagi in diverse zone, tra cui le più colpite: i comuni di Coccaglio, Rovato, Erbusco, Adro, Capriolo e Cologne. Gli effetti delle perturbazioni estive continuano a farsi sentire nelle regioni del Nord Italia colpite da una forte ondata di maltempo.


1. COSA SONO I TEMPORALI DI CALORE

I “temporali di calore” estivi sono spesso temporali che si formano quando il sole scalda il suolo e l’umidità sale formando imponenti cumulonembi.

I temporali di calore, o più propriamente temporali termoconvettivi, sono i classici temporali estivi o tardo primaverili che scoppiano scaricano piogge intense e fulmini in aree piuttosto circoscritte e terminano rapidamente, talvolta anche solo 30 minuti dopo.

Il riscaldamento climatico, portatore di un aumento generalizzato delle temperature e dell’umidità, accentua queste tipologie di precipitazioni estreme, causando temporali sempre più devastanti. Questi fenomeni atmosferici estremi sono conseguenza anche del riscaldamento delle acque superficiali marittime e oceaniche.

Tali fenomeni, tra gli innumerevoli disagi che recano alla vita quotidiana, portano senza ombra di dubbio danni ingenti alle abitazioni dei cittadini. Essendo “datate”, non rispondono ai requisiti tecnici odierni di smaltimento acque, protezione da grandine, messa a terra, etc. Di seguito vengono elencati i possibili danni che questi eventi metereologici possono recare alle case


2. DANNI DA TEMPESTA

Le tempeste portano con se danni gravi alle abitazioni, causati soprattutto dall’azione delle raffiche di vento. Per capire immediatamente quale sia l’azione che il vento esercita, sulle costruzioni, possiamo immaginare la massa di aria in movimento come un oggetto che, spostandosi, urta un altro oggetto.

L’interazione che avviene tra i due oggetti genera delle forze che, i due oggetti si scambiano. Quindi, quando c’è vento la massa di aria si sposta e urta tutto quello che ha intorno, generando delle pressioni in tutti questi punti, che sono per l’appunto le azioni del vento sulle strutture.

La copertura della casa, per la sua morfologia, è l’elemento architettonico più frequentemente danneggiato dall’azione del vento, pertanto di seguito si elencano dei consigli alla portata di tutti per poterlo salvaguardare:

  • Fissare bene le scossaline e le tegole di colmo;

  •  Assicurarsi che il tetto sia stato dimensionato correttamente dal progettista;

  • Fissare a regola d’arte i pannelli fotovoltaici o solari;


La struttura portante del tetto non può essere modificata senza la supervisione di un ingegnere o di un tecnico abilitato e nella misura in cui una copertura sia stata danneggiata gravemente è necessario predisporre un progetto esecutivo in grado di tenere in considerazione dell’azione del vento sulle strutture, le azioni statiche e l’azione del vento sulle superfici sottovento e sopravento.



3. DANNI DA GRANDINE



Danni della grandine alle tegole di un tetto

Anche danni derivanti dalla grandine interessano per la maggior parte dei casi i tetti delle abitazioni. Con gli ultimi episodi temporaleschi ci stiamo abituando sempre di più non solo a vedere la grandine, ma a vederla con dimensioni considerevoli. Negli ultimi eventi atmosferici la grandine ha raggiunto in certe occasioni i 10 cm di diametro. La grandezza del chicco di grandine e la velocità di discesa causa gravi danni a tutto ciò che si pone davanti al suo cammino. Coppi, tegole, comignoli, finestre, cappotti appena posati, pannelli solari e fotovoltaici sono i principali attori danneggiati.


Danni della grandine ai pannelli fotovoltaici

Nei casi più gravi l’impatto della grandine sul tetto può danneggiare oltre che la tegola, anche lo strato impermeabile e isolante nelle coperture dove è presente. In questi casi, ove il problema non sia localizzato, è necessario pensare con un tecnico progettista ad un rifacimento completo del manto di copertura per evitare problemi di infiltrazioni future.


Con il Superbonus 110% molte abitazioni hanno usufruito con il cappotto (vd. nostra Newsletter n. 6) ma, se non efficacemente posato e rivestito, la grandine può danneggiare in più punti il prodotto e portarlo in alcuni casi estremi ad una inefficacia funzionale.


4. DANNI DA ALLUVIONE

I nubifragi possono creare dei veri e propri allagamenti, causati dalla quantità notevole di pioggia che cade in un piccolo lasso di tempo e da eventuali problemi negli scarichi pubblici.

Solitamente i locali più danneggiati da questo tipo di fenomeno sono quelli posti al disotto del piano stradale. Dopo un allagamento possono accadere una serie di effetti, come il rigonfiamento degli intonaci, ingiallimento delle murature, crepe o indebolimenti strutturali (situazione limite che può mettere in pericolo la stabilità dell’edificio), corrosione di elementi metallici ed elettrici, insorgenza di muffe e alterazioni irreversibili di materiali come legno.

Nei casi alluvionali più gravi, come quelli che interessano aree urbane caratterizzate da un forte rischio idrogeologico, possono verificarsi delle frane che danneggiano considerevolmente, oltre che alla salute delle persone, la struttura dell’edificio. Questi casi, possono creare per necessità l’intervento di una ristrutturazione o manutenzione per ripristinare gli elementi danneggiati.


Danni di un'alluvione

Nelle aree a rischio è importante costruire nel modo corretto, partendo da una corretta gestione dello sviluppo urbano del costruito e utilizzare delle tecniche costruttive conformi alla conformazione del suolo, prestando particolare attenzione nel mantenere il coefficiente di permeabilità del suolo adeguato, in modo che possa drenare correttamente le acque meteoriche. Per questo si pone come fondamentale l’assistenza di un tecnico che possa progettare un’abitazione conforme al contesto di ubicazione e di conseguenza evitare anche possibili tragedie, sempre più frequenti anche a causa dell’intensificarsi di eventi metereologici estremi.


Fonti: Onric.org, Geopop, Meteo.it

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Isolanti termici: quali scegliere (senza errori), dove applicarli e come evitare ponti termici e muffa
Articolo a cura di Studio Basequadro, Architettura & Ingegneria

Una casa calda di inverno e fresca d’estate. Tale esigenza di comfort può essere raggiunta senza un estremo utilizzo degli impianti di raffrescamento e riscaldamento, ma è possibile grazie a un corretto bilanciamento di isolanti termici.

Essi permettono di mantenere omogenea la temperatura interna, evitando perdite di calore o surriscaldamento.

Va precisato che impermeabilizzare non significa isolare termicamente: nel primo caso, impermeabilizzare significa impedire all’acqua di trovare varchi che permettano di agevolare la sua capillarità (banalmente creare una barriera), mentre isolare termicamente significa frenare il più possibile il flusso di calore dall’ambiente più caldo a quello più freddo, riducendo anche i cosiddetti ponti termici.


1. TIPOLOGIE

Gli isolanti termici si possono suddividere in due macro categorie a seconda della loro composizione: isolanti organici ed isolanti inorganici. L’isolante organico deriva da materiali rinnovabili, mentre quello inorganico è ottenuto attraverso un processo chimico. Questi si suddividono ulteriormente secondo due tipologie a seconda della loro origine: isolanti naturali ed isolanti sintetici, come schematizzato.


Tipologie di isolanti

I materiali isolanti organici naturali si caratterizzano per buoni valori di isolamento termico, ma scarsa attitudine a resistere al vapore, gli isolanti organici sintetici (di origine naturale, ma trattati con processi di produzione artificiale) sono materiali plastici con struttura di tipo cellulare che si caratterizzano per ottimi valori di conducibilità termica ed elevata resistenza alla diffusione del vapore

Negli isolanti inorganici troviamo invece quelli a struttura fibrosa, tutti caratterizzati da un ottimo comportamento al fuoco. Ogni tipo di isolante ha le proprie caratteristiche peculiari e la scelta di quello migliore deve prendere in considerazione vari fattori, che vengono approfonditi al paragrafo numero tre.


2. APPLICAZIONE

Esistono tre macrotipologie di applicazione, indipendentemente dalla tipologia di isolante:


  • Isolamento dall’esterno: Chiamato comunemente “cappotto esterno” può essere realizzato con tanti sistemi e materiali diversi. Il vantaggio principale del cappotto termico esterno è essenzialmente legato alla continuità dell’isolamento su tutta la superficie esterna, che si traduce in un isolamento termico più efficace ed un miglioramento dell’inerzia termica, ovvero la capacità della parete di assorbire energia in un dato momento, accumularla e rilasciarla nell’ambiente confinante in un momento successivo. Grazie a questi meccanismi, si riducono notevolmente le oscillazioni interne delle temperature. Tuttavia, il cappotto esterno ha anche degli svantaggi, dovuti principalmente a tre fattori: la complessa applicazione su edifici alti/grandi, che può risultare in costi maggiori, la maggiore esposizione alle intemperie che può danneggiare alcuni tipi di materiali compromettendone le capacità isolanti e non è possibile applicarlo in inverno con temperature troppo basse o quando piove.

  • isolamento dall’interno: Il cappotto interno è uno strato termicamente isolante che viene applicato sulla superficie interna delle pareti perimetrali dell’edificio (quelle “disperdenti” cioè a contatto con l’esterno) per ridurre la dispersione termica ed abbattere i costi di climatizzazione. Solitamente l’isolamento viene applicato alle pareti verticali e, dove necessario, all’intradosso del tetto inclinato o della copertura piana. In generale, rispetto al cappotto esterno, ha il vantaggio di avere costi minori di applicazione data dalla semplicità della posa in opera, e la possibilità di far transitare eventuali impianti nella controparete. Tuttavia come svantaggi “ruba” un po’ di spazio agli ambienti, non forma uno strato isolante continuo poiché l’isolamento è interrotto dai solai tra i diversi piani, con conseguente diminuzione dell’inerzia termica rispetto al cappotto esterno.

  • isolamento in intercapedine: si definisce “intercapedine” lo spazio vuoto compreso tra due superfici ravvicinate di un edificio. Può essere di due tipi: chiusa o ventilata. Quest’ultima ha un contatto diretto con l’aria esterna che può circolare al suo interno. Nei muri in calcestruzzo (o altri materiali) con intercapedini di minimo cinque centimetri, è possibile eseguire una iniezione diretta dell’isolante all’interno degli stessi. Tutto questo è fattibile grazie a fori precedentemente praticati nelle pareti. Nei vantaggi vi è il costo contenuto, in funzione del materiale che viene utilizzato come isolante. Lo svantaggio più sostanziale riguarda la presenza di ponti termici, ovvero punti critici dell’edificio attraverso i quali si hanno dispersioni termiche che provocano differenze di temperatura e quindi anche condensa e muffe.



3. COME SCEGLIERE

I materiali isolanti si distinguono inoltre per le loro proprietà termofisiche. La prestazione degli isolanti è influenzata da vari fattori tra cui:

  • la conducibilità termica;

  • capacità termica specifica;

  • la massa volumica;

  • resistenza al fuoco;

  • diffusione del vapore acqueo;

  • il coefficiente di assorbimento acustico;

  • l’attenuazione del livello di rumore di calpestio;

  • l’inerzia termica;

  • posizione ed esposizione;

  • modalità di posa;

  • tipologia di muratura


In particolare per scegliere correttamente l’isolante occorre valutare il potere coibente del termoisolante cioè il valore della ‘conducibilità termica’: più piccolo è il valore, maggiore sarà il potere isolante del materiale. Di conseguenza per isolare bene la propria casa conviene scegliere materiali con una bassa conducibilità termica.

Non tutti gli isolanti termici vanno bene per ogni tipologia di utilizzo, per esempio gli isolanti di origine minerale si possono utilizzare per cappotti, facciate ventilate, coperture ventilate, pareti divisorie, controsoffitti, sottopavimenti e solai. Ad esempio i feltri sono indicati per tutti gli ambienti tranne che nelle intercapedini, in cui è meglio usare l’argilla espansa o vermiculite e perlite.

Anche lo spessore del materiale influisce nell’isolamento: maggiore è lo spessore migliore sarà il comfort termico. Oggi, però, esistono materiali in grado di isolare con spessori contenuti.

Il miglioramento della resistenza termica dipende dai differenti materiali e dallo spessore applicato sulla struttura da isolare. Per un medesimo spessore si hanno perciò differenti gradi di resistenza termica. Per cui è importante capire che occorrono spessori diversi a seconda del materiale isolante utilizzato, per raggiungere prestazioni termiche similari, come illustrato nell’immagine sottostante.


Materiali isolanti

I materiali isolanti vanno scelti anche anche a secondo del loro modo di posa, per esempio l’Eps per essere posato a regola d’arte è necessario in primo luogo, effettuare un pre-trattamento della muratura con lavaggio della stessa e fissare al muro tramite tasselli ad espansione le basi di partenza. Inoltre è necessario selezionare un collante per cappotto idoneo per isolamento termico a cappotto e i pannelli devono essere posati a “mattoncino”, sfalsati di almeno 25 cm partendo dal basso verso l’alto. Eventuali giunti aperti tra le lastre, durante la posa del cappotto termico, dovranno essere colmati con adeguata schiuma espansa.

Importante è anche l’attribuzione del corretto isolante alla tipologia di applicazione, per esempio un isolante in fiocchi di cellulosa è adatto ad essere utilizzato per la coibentazione di intercapedini, poiché sigilla ogni vuoto.


Ti ricordiamo che sono ancora in vigore dei bonus edilizi, come l’Ecobonus 65%, che consentono un’agevolazione per interventi che coinvolgono involucro, impianto e spese di progettazione. Per esempio per un intervento di riqualificazione energetica di 10.000,00 euro, l’agevolazione ottenibile è di 6.500,00 euro, che possono essere fruiti in rate annuali (10). L’utilizzo dell’isolamento termico consente un miglioramento energetico e dei consumi effettivi della tua abitazione, consentendo un adeguamento ai parametri richiesti da direttive europee, oltre che a dare un effettivo beneficio sui costi delle bollette.


Fonti: Edilportale, Bacchispa, Biblus, Divisionenergia.

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