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Edilizia 4.0 e BIM: cos’è davvero, cosa cambia dal 2025 negli appalti e perché conviene anche nel privato

Aggiornamento: 6 feb

Edilizia 4.0 e BIM: cos’è davvero, cosa cambia dal 2025 negli appalti e perché conviene anche nel privato
Articolo a cura di Studio Basequadro, Architettura & Ingegneria.

Il BIM è una metodologia di lavoro che consente di generare un modello virtuale contenente tutte le informazioni sull’opera, non solo relativa alla fase di progetto, ma all’intero ciclo di vita. Più in dettaglio, il BIM può essere immaginato come un processo di progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione, programmazione di una costruzione che utilizza un modello informativo, ossia un modello che ne contiene tutte le informazioni che riguardano il suo intero ciclo di vita, dal progetto alla costruzione, fino alla sua dismissione e demolizione.

Bim è l’acronimo di Building Information Modeling ovvero Modello di Informazioni di un Edificio.



1. COS’È

Il NIBS (National Institutes of Building Science) definisce il BIM come la “rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto”.


Innanzitutto occorre chiarire che il BIM va inteso come una metodologia operativa e non come uno strumento. Il BIM può essere immaginato come un processo di:

  • programmazione

  • progettazione

  • realizzazione

  • manutenzione

di una costruzione che utilizza un modello informativo, ossia un modello che ne contiene tutte le informazioni che riguardano il suo intero ciclo di vita, dal progetto alla costruzione, fino alla sua demolizione e dismissione. Grazie al BIM, dunque, è possibile ricreare un modello virtuale di edificio che non è una semplice rappresentazione tridimensionale, ma un modello dinamico che contiene una serie di informazioni su: geometria, materiali, struttura portante, caratteristiche termiche e prestazioni energetiche, impianti, costi, sicurezza, manutenzione, ciclo di vita, demolizione, dismissione...



2. NORMATIVE DI RIFERIMENTO

La prima normativa di riferimento che ha il compito di definire le linee guida per la promozione e implementazione del Bim in Italia è il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 2 aprile 2020, Decreto che ha istituito il Comitato per la Strategia Nazionale Bim


Normative di riferimento BIM

Tuttavia, l’obbligo non si estende a:

Manutenzione ordinaria: interventi di routine per mantenere l’efficienza e la sicurezza dell’edificio.

Manutenzione straordinaria: lavori non programmati che riguardano parti dell’edificio che necessitano di riparazione o sostituzione.

Interventi di importo inferiore a 2 milioni di euro: per questi casi, l’adozione del BIM rimane facoltativa.



3. BIM E PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

Durante la fase di progettazione architettonica, il progettista che usa il BIM è decisamente avvantaggiato rispetto al progettista che non lo usa.

Il progettista che usa software BIM è in grado di realizzare un modello virtuale 3D e visualizzare ogni aspetto legato alla progettazione, senza tralasciare nulla. Inoltre, grazie al BIM, dal semplice disegno di oggetti architettonici parametrici (travi, pilastri, muri, finestre, ecc..) è in grado di ottenere automaticamente piante, prospetti, sezioni, assonometrie.

Ad ogni variazione del BIM model corrisponde una variazione automatica e dinamica di tutti gli elaborati del progetto. Ciò si traduce in un amento della produttività, in quanto si annulla completamente la possibilità di commettere errori o avere disallineamenti tra i vari elaborati progettuali.

Alcuni BIM sono dotati di tecnologia “Real Time Rendering” con cui è possibile ottenere rendering fotorealistici di architettura in tempo reale, proprio mentre si progetta con il BIM, senza necessità di lunghissime attese.



BIM e progettazione architettonica


4. DIMENSIONI DEL BIM


DImensioni del BIM


BIM 2D: Il modello è costituito da disegni bidimensionali, come piani, sezioni e prospetti. Questi disegni sono essenziali per la comprensione del progetto, ma non contengono informazioni dettagliate sui materiali, le quantità o le proprietà.

BIM 3D: Il modello è tridimensionale e contiene informazioni dettagliate sulla geometria del progetto. Questo consente ai progettisti di visualizzare il progetto in modo più realistico e di individuare eventuali conflitti o problemi di costruzione.

BIM 4D: Il modello è arricchito con informazioni temporali, consentendo di pianificare e gestire il progetto nel tempo. Questo può includere la programmazione delle attività di costruzione, la gestione delle risorse e la simulazione di scenari di costruzione.

BIM 5D: Il modello è arricchito con informazioni sui costi, consentendo di valutare e gestire i costi del progetto. Questo può includere la stima dei costi, la gestione dei contratti e la valutazione degli impatti finanziari delle decisioni di progettazione.

BIM 6D: Il modello è arricchito con informazioni sulle prestazioni energetiche e ambientali del progetto. Questo può includere la simulazione del consumo energetico, la valutazione dell’impatto ambientale e la progettazione di soluzioni sostenibili.

BIM 7D: Il modello è arricchito con informazioni sulla gestione e manutenzione del progetto dopo la sua realizzazione. Questo può includere la gestione delle informazioni, la manutenzione preventiva e la gestione del ciclo di vita del progetto “gestione e facility management”.


Oltre alle 7 dimensioni citate ad oggi esiste un dibattito aperto su tre “nuove dimensioni del BIM”

BIM 8D sicurezza in fase di progettazione e realizzazione dell’opera;

BIM 9D costruzione snella, noto come leanconstruction,è la dimensione del BIM che ottimizza e snellisce tutti gli step necessari alla realizzazione di un’opera, attraverso la digitalizzazione dei processi

BIM 10D industrializzazione delle costruzioni. Serve per incrementare la produttività integrando le nuove tecnologie, dati fisici, commerciali o ambientali attraverso la digitalizzazione.



5. LOD

L’insieme delle norme UNI 11337 costituisce, ad oggi, l’apparato normativo nazionale per l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM). Il progetto ora può essere realizzato seguendo lo schema delle norme UNI, in particolare la 11337-4, che definisce l’evoluzione e lo sviluppo informativo dei modelli, elaborati e oggetti, attraverso un’interpretazione italiana dei LOD (Level of Development) inglesi (LOD 100, 200, 300, 350, 400, 500), con una gerarchia distribuita su 7 livelli.


LOD

il modello progettuale (BIM) evolve in quello costruttivo Plan ImplementationModel (PIM) e alla fine in quello gestionale Asset Information Management (AIM) lungo la vita del progetto, andando ad arricchirsi di informazioni e dati utili al Facility Manager nelle sue attività di esercizio e manutenzione.



La progettazione Bim permette di abbassare notevolmente i margini di errore di natura progettuale, aumentando il livello tecnico e professionale del progetto.



Fonti: Biblus, Edilportale, Fiscoetasse.com

STUDIO ASSOCIATO BASEQUADRO


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